giovedì 15 maggio 2008

I sîts protostorics in Friûl

E je tacade vuê une biele cunvigne su la preistorie furlane. A Vile Manin e a Udin par 3 dîs la Universitât dal Friûl e fevelarà di un periodi de nestre storie une vore pôc cognossût, ma che al merte pardabon di jessi aprofondît.
Tal prin coment us met dut il comunicât.

Te foto il sgjâf de Universitât dal
Friûl tal cjastelîr di Grediscje di Sedean

3 commenti:

ninine ha detto...

Convegno dal 15 al 17 maggio a Udine e Passariano

ARCHEOLOGIA: DAL FRIULI ALL’EGEO

ALLA SCOPERTA DEI TUMULI FUNERARI

Saranno illustrate le scoperte fatte nei siti protostorici friulani


I risultati delle campagne archeologiche condotte dall’Università di Udine nei siti protostorici di Mereto di Tomba, Sedegliano e Sant’Osvaldo a Udine saranno illustrati nel corso del convegno internazionale “Paesaggi ancestrali: i tumuli dell’Eneolitico e dell’Età del Bronzo (Europa centrale-Adriatico-Egeo-Balcani, IV-II millennio a.C.)” che si terrà dal 15 al 17 maggio al Castello di Udine e a Villa Manin di Passariano (Codroipo). L’incontro è organizzato dalle cattedre di Archeologia egea e Preistoria e protostoria del dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’Ateneo udinese e dal Centro nazionale della ricerca scientifica insieme con l’Università Lumière2 di Lione (Francia). Parteciperanno una settantina di studiosi italiani ed europei che affronteranno gli aspetti e culturali, rituali, sociali ed economici, posti dall’esistenza dei tumuli funerari dell’età del bronzo soprattutto in Friuli, nell’Europa centro-orientale, in Grecia e nella penisola balcanica.

Tra i molteplici obiettivi del convegno vi è quello di promuovere la tutela, lo studio e la conoscenza dei monumenti protostorici scoperti dai ricercatori dell’Ateneo friulano, dai tumuli funerari di Sant’Osvaldo e Mereto di Tomba al castelliere di Sedegliano, inserendoli nel più vasto ambito archeologico e paesaggistico dell’Europa e del Mediterraneo. «Lo scopo – sottolineano le coordinatrici del convegno, Elisabetta Borgna e Paola Càssola Guida – è duplice: valorizzare le realtà locali per agevolare la fruizione del patrimonio territoriale anche a fini turistici e integrare il patrimonio delle conoscenze di protostoria locale con quello di altri ambiti europei e mediterranei, partendo da una prospettiva unitaria a livello e di respiro internazionale».

Gli scavi di alcuni tumuli condotti dalla Soprintendenza e le esplorazioni sistematiche dell’Università di Udine negli ultimi anni hanno consentito di approfondire la conoscenza delle più lontane radici storiche del popolamento friulano e hanno fatto luce su importanti affinità e connessioni con aspetti culturali peculiari tanto di regioni limitrofe quanto di territori distanti. «È emerso – spiegano Borgna e Càssola Guida – che l’uso del tumulo monumentale per il seppellimento di eminenti membri delle comunità durante l’età del bronzo era connesso con altri fenomeni di grande rilevanza, quali l’avvio di relazioni di scambio a lunga distanza e l’apertura di importanti percorsi di collegamento e traffico commerciale destinati a segnare per secoli viabilità e assetto del territorio».

Il convegno si aprirà giovedì 15 maggio alle 9.15 nel Salone del Parlamento del Castello di Udine con i saluti delle autorità civili e accademiche. Venerdì 16 maggio, dalle 9.45, i lavori si trasferiranno a Villa Manin di Passariano. Sabato 17 maggio ritornerà al Castello di Udine dove, dalle 15, saranno illustrate le scoperte fatte nei siti protostorici friulani. L’incontro è promosso in collaborazione con il Centro di regionale di catalogazione e restauro di Passariano, il Circolo culturale “Il Menocchio” di Montereale Valcellina, il Consorzio di Comuni del Medio Friuli, il Museo civico di Udine, la Regione Friuli Venezia Giulia e il sostegno della Fondazione Crup. Per ulteriori informazioni: www.archeorient.mom.fr/Tumuli.

Christian Romanini ha detto...

Mandi Ninine,
ma dulà isal chel puest de foto? jo no cognòs ben Grediscje...

ninine ha detto...

Tu puedis domandâ a Luca! =)